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Origini del Monferrato: tra mito e storia

Oggi vogliamo raccontarvi l’antica storia della nostra regione: le origini del Monferrato. Tra storia, miti e leggende.

Oggi vogliamo raccontarvi l’antica storia della nostra regione: le origini del Monferrato. E come spesso accade quando la storia di un luogo affonda le sue radici in un tempo lontano, le cronache storiche di queste origini tendono a intrecciarsi a miti e leggende. La storia del Monferrato, infatti, è una storia millenaria, che comincia nella lontana epoca medievale. In un’Europa attraversata da violenti conflitti e da carestie ricorrenti, e in un’Italia molto diversa da come la conosciamo oggi. Mito e storia convergono tuttavia verso una data precisa: il 967 d.C., anno in cui si è soliti fissare le origini del Monferrato.

La leggenda di Aleramo

Le origini del Monferrato sono legate alla figura di Aleramo. Secondo la leggenda, Aleramo nacque nei dintorni dell’Abbazia di Santa Giustina, nel borgo di Sezzadio, situato tra le città di Acqui e Alessandria. Aleramo era di origine nordica, e per la precisione delle terre dell’antica Sassonia, da cui i suoi genitori erano scesi all’inizio del 900 verso l’Italia, per un voto di pellegrinaggio a Roma. Durante il viaggio, la madre partorì. I genitori di Aleramo, decisi a rispettare il proprio voto e consci delle difficoltà di portarsi un pargolo lungo il cammino, lo affidarono a una balia, che rimase nei pressi di Sezzadio.

Purtroppo, sulla via del ritorno da Roma, i genitori morirono, e poco tempo dopo, alla balia che lo aveva accudito toccò la stessa sorte. Rimasto a Sezzadio, Aleramo diventò grande in mezzo alla gente del luogo, e raggiunta l’età adulta si fece soldato. Quindi, in seguito alla ribellione di Brescia al volere dell’Impero, partì per dare manforte all’imperatore Ottone I, durante l’assedio della città. Qui diede prova di grandissima abilità militare, fu preso tra le grazie di Ottone I e accolto alla sua corte. Dove conobbe e si innamorò della figlia Alasia.

Una notte, Aleramo e Alasia fuggirono in cerca di un luogo dove poter vivere serenamente il loro amore, trovando rifugio su una rocca sul mare, nella zona tra Albenga e Alassio. Pochi anni dopo, Brescia insorse di nuovo, e Aleramo decise di tornare a combattere al fianco dell’imperatore. Ottone I, ritrovando il valido combattente, decise di perdonarlo e riconoscerlo come legittimo marito della figlia Alasia. Così, dopo che la famiglia fu riconciliata, Ottone I nominò Aleramo marchese e gli concesse un terreno, che partiva dai fiumi Tanaro e Po, attraversava verdi e fertili colline e si estendeva fino al Mar Ligure. All’incirca quello che si è soliti chiamare oggi Monferrato.

La storia delle origini del Monferrato

Al di là degli aspetti più fantasiosi e romanzati della leggenda di Aleramo, proprio a questo personaggio si attribuisce la fondazione del marchesato del Monferrato. Nel marzo del 967 d.C., infatti, venne promulgato a Ravenna da parte dell’imperatore Ottone I di Sassonia un documento in cui venivano attribuite ad Aleramo le terre comprese tra i fiumi Po, Tanaro e Orba. Potrebbe risultare più complesso, invece, stabilire il nucleo territoriale originario del Monferrato. Su questo aspetto esistono almeno tre differenti teorie.

Secondo la prima di queste, l’origine del Monferrato andrebbe ricercata nelle colline torinesi situate a cavallo tra Moncalieri e Superga. Un territorio indipendente posto a cuscinetto tra Asti e Torino, che col tempo si sarebbe espanso lungo il corso del Po fino alla zona di Valenza. Una seconda teoria pone la nascita del Monferrato nella Valle Cerrina, nei pressi di Crea e Villadeati. Infine, un’ultima ipotesi individua nell’area di confluenza del Tanaro con il Po (ovvero attorno al comune di Valenza) il primo agglomerato cittadino da cui prese piede il Marchesato del Monferrato.

Un dato sicuramente centrale nel raggiungimento dello statuto di marchesato fu giocato dalla presenza di numerose comunità di Saraceni che all’inizio del X secolo d.C. popolavano le valli tra Piemonte e Liguria. Fu proprio in seguito alla loro cacciata che Ottone I si decise a donare questo territorio ai popoli rappresentati da Aleramo, attribuendogli lo statuto di marchesato. Quel che è certo, è che a partire dal 967 d.C. si può cominciare a parlare di una regione geopolitica chiara e definita. Era l’origine del nostro amato Monferrato.

Ma dove si trova il Monferrato?

Se nell’individuare le origini storiche della nostra regione, nonostante l’alone leggendario che le circonda, si è riusciti a stabilire un termine temporale netto. Meno facile sembra essere, invece, definire con precisione le coordinate e i confini geografici del Monferrato. Ma proviamo comunque a delineare una mappa il più accurata possibile. Per come si è sviluppato nel corso della sua storia, il Monferrato può essere individuato in una regione primariamente collinare, che si sviluppa senza soluzione di continuità a partire di Colli Torinesi fino alle alture dell’Appennino ligure, al confine con le province di Genova e Savona.

Il più certo dei confini della regione è quello settentrionale, grazie al chiaro elemento naturale che segnala un taglio netto e preciso con le piane del vercellese e l’Alto Piemonte. Stiamo parlando, ovviamente, del corso del Po, nel tratto che va da Chivasso a Valenza. Altrettanto sicuro è il confine meridionale, segnalato dagli Appennini (nonostante la leggenda estenda smisuratamente i limiti originari del Monferrato fino al mare). Più incerti, invece, i confini orientali e occidentali della regione: che si possono far coincidere con il Pianalto di Poirino, le Rocche del Roero e i nobili colli albesi (le Langhe di Barolo e Barbaresco) da un lato; e la pianura alessandrina dall’altro, estrema propaggine della Padania.

Più recente (e usata soprattutto per semplificare le cose) è la tripartizione in Basso Monferrato, Monferrato Astigiano e Alto Monferrato. Il primo corrisponde grosso modo alla zona del Casalese. Il secondo coincide quasi interamente con la Provincia di Asti (eccezion fatta per la Langa Astigiana). Il terzo è infine la parte di Monferrato che a partire dalla zona di Acqui Terme e Ovada, si inerpica verso le montagne dell’Appenino Ligure.

Origine del nome Monferrato

Chiudiamo questo racconto provando a capire quale sia l’etimologia della parola che dà il nome a questa regione: Monferrato. Le teorie sull’etimologia di questo nome sono molte, alcune più antiche, altre più recenti, alcune più fantasiose, altre più realistiche e maggiormente accettate da storici e critici.

Per alcuni il nome potrebbe derivare da Mons ferax, espressione latina che indicava l’eccezionale fertilità del territorio monferrino. Come testimoniato dal fatto che la coltivazione della vite nella nostra regione era già presente in epoca antica. Un’altra teoria spiega l’origine della parola Monferrato nell’unione tra monte e farro, per la diffusione di questa tipologia di cereale sulle nostre colline. Durante il ‘600, invece, un monaco della zona scrisse una storia del Monferrato in cui spiegava il nome della regione con l’espressione Mons efferatus, a causa della particolare violenza e aggressività che contraddistingueva le popolazioni di queste terre prima dell’arrivo dei Romani.

Tra le interpretazioni più accreditate sull’etimologia di Monferrato, c’è quella che spiega l’origine di questo toponimo da uno dei termini con cui, nell’antica parlata locale, si era soliti chiamare il particolare tipo di terreno qui presente. Un tipo di terreno chiamato ferretto, che potrebbe essere ricondotto all’aggettivo latino ferragatus, derivante dal colore ferroso che prende la terra sui versanti di alcune colline. Ma il dibattito sull’origine del nome Monferrato è tutt’altro che concluso!

E tu la conoscevi la storia delle origini del Monferrato? La leggenda di Aleramo e l’etimologia del nome della nostra regione?


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